
Il crescente utilizzo di veicoli elettrici (EV) rappresenta una svolta cruciale per ridurre le emissioni di CO2 e promuovere una mobilità sostenibile.
E se un tempo questa transizione completa verso un futuro ecologico era complicata dal riciclo delle batterie agli ioni di litio, oggi le batterie esauste possono essere riciclate, e in parte recuperate, per ridurre l’impatto ambientale, e promuovere quanto più possibile un’economia circolare.
Di che cosa sono fatte le batterie agli ioni di litio?
Le batterie agli ioni di litio si distinguono per la loro alta densità energetica e la lunga durata. Nonostante la loro struttura interna complessa, le moderne tecnologie hanno permesso di individuare i metodi più efficaci per il riciclo di ciascuna.
- Il catodo è il polo positivo che genera il flusso di elettroni necessario a far funzionare la batteria e alimentare l’auto elettrica. È dunque composto da ossidi di metalli come nichel, manganese, cobalto o ferro, notoriamente preziosi e difficili da estrarre: questi vengono perlopiù recuperati, e riutilizzati per la creazione di nuove batterie.
- L’anodo è il secondo polo (negativo) che genera il flusso di elettroni in grado di alimentare l’auto elettrica, è costituito principalmente da grafite.
- L’elettrolita è il liquido conduttore che consente il movimento degli ioni di litio tra catodo e anodo. Grazie a tecnologie avanzate e procedure di sicurezza rigorose, i composti chimici degli elettroliti vengono gestiti in modo sicuro durante il riciclo, riducendo al minimo qualsiasi rischio per l’ambiente e le persone.
- I separatori sono strati sottili di polimeri posti tra catodo e anodo, che prevengono il contatto diretto tra le componenti e i conseguenti cortocircuiti.
Questi componenti sono poi contenute e protette da un involucro particolarmente robusto, che rende le batterie più resistenti e sicure, anche in fase di trattamento per il riciclo.
Come avviene il riciclo delle batterie elettriche agli ioni di litio?
Il riciclo delle batterie agli ioni di litio è un processo articolato in più fasi, ma reso sempre più efficiente dalle innovazioni tecnologiche.
- La raccolta: si tratta di una procedura “logistica”, che prevede il conferimento delle batterie esauste in centri autorizzati, o comunque la restituzione ai produttori, per garantire il massimo grado di riciclo e riutilizzo possibili.
- Se ancora funzionanti, possono essere destinate a second-life applications, come accumulo energetico per impianti solari o eolici.
- Pre-trattamento: prima di poter essere smaltite o riciclate, le batterie devono essere scaricate dell’energia residua. A questo punto, possono essere disassemblate a mano (per separare moduli e celle dai componenti esterni, cablaggi e involucri) e triturate per creare una miscela, la cosiddetta black mass, ricca di polveri di litio, cobalto, nichel e grafite.
- Solo a questo punto si può procedere al recupero dei materiali attraverso il calore (la cosiddetta pirometallurgia), così da recuperare metalli come nichel e cobalto, o attraverso soluzioni chimiche per il recupero anche del litio. Altre componenti, come i catodi, possono essere invece riutilizzati direttamente intatti.
Perché riciclare le batterie per le auto elettriche?
Il riciclo delle batterie agli ioni di litio rappresenta un vantaggio non solo in termini ambientali. Se è vero che le batterie esauste contengono materiali che potrebbero contaminare il suolo e le acque se non gestiti correttamente, come litio e cobalto, e pur vero che questi elementi (il cobalto soprattutto) sono anche rari, e difficili da estrarre.
Riciclare le componenti riduce quindi la dipendenza dall’estrazione, e si trasforma in un abbattimento significativo dei costi di produzione di nuove batterie. Raggiungendo un buon livello di riciclo delle batterie esauste, infatti, i prezzi delle materie prime arriverebbero a stabilizzarsi.
In ultimo, ma non per questo meno importante, la Comunità Europea sta guidando la transizione verso un sistema di riciclo efficiente. In Europa le normative come il Regolamento sulle Batterie (UE) incentivano il recupero: entro il 2030, per esempio, il 70% del litio contenuto nelle batterie dovrà essere riciclato, incoraggiando così le aziende a investire in tecnologie di riutilizzo avanzate.
Per questo motivo in Europa e negli Stati Uniti si stanno via via sviluppando progetti (rispettivamente Battery 2030+ e ReCell) che rendano il riciclo scalabile e sostenibile dal punto di vista economico. L’obiettivo futuro è quello (ambizioso) di un ciclo chiuso in cui ogni batteria riesca ad essere totalmente riciclata, e i materiali reintegrati nella produzione di nuove batterie, riducendo al minimo i rifiuti. In questo saranno d’aiuto anche le nuove tecnologie, con sviluppi dell’Intelligenza Artificiale in grado di ottimizzare i processi di smaltimento, identificando con maggior precisione i materiali, e la progettazione di nuove tipologie di batterie dai design modulari già pensati per facilitare la separazione dei materiali in fase di riciclo.
L’industria si sta evolvendo verso un futuro in cui le batterie non solo alimentano le nostre auto, ma anche la sostenibilità del pianeta. E il recupero delle batterie agli ioni di litio è un tassello indispensabile per costruire un ecosistema di mobilità realmente sostenibile, insieme a una rete di ricarica per veicoli elettrici affidabile ed efficiente. A partire da Verona e Provincia: EvStore, infatti, con le sue colonnine e wallbox di ricarica per le auto elettriche, è al fianco di privati e aziende, negozi e attività ricettive, per guidare la spinta al cambiamento.
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